Governare il cambiamento con la leadership adattiva

I processi di adattamento al cambiamento

Il cambiamento è inevitabile, dinamico e a volte anche imprevedibile; è l’atteggiamento con il quale lo viviamo che determina il successo nell’affrontare queste sfide adattive.

Governare il cambiamento con la leadership adattiva

Governare il cambiamento con la leadership adattiva

Articolo tratto da Next 72

Lo scorso febbraio, alcuni di noi della Box Marche, insieme agli amici della Paradisi di Jesi e ai consulenti Colombi e Marcatili, hanno fatto visita all’Adriano Olivetti Leadership Institute di Ivrea, in Piemonte, spinti dalla curiosità di apprendere di più sulla gestione dell’esercizio della leadership all’interno di imprese e organizzazioni. Stefano Zordan, divulgatore e co-fondatore dello stesso nel Settembre 2020, ci ha accolti e guidati in questo percorso formativo all’interno dell’edificio dell’ex Centro Servizi Sociali Olivetti (luogo considerato ideale per ospitare le attività del neonato istituto dato il suo alto valore simbolico e la sua collocazione nel cuore del sito UNESCO Ivrea Città Industriale del XX Secolo). Attraverso corsi, seminari ed eventi, si supportano cittadini, aziende, università e realtà del terzo settore nei processi di adattamento al cambiamento, differenti per ognuno ma simili nelle dinamiche e nelle modalità di gestione. L’approccio della leadership adattiva è stato sviluppato all’Università di Harvard dai professori Heifetz e Linsky che presero spunto dalla teoria darwiniana dell’evoluzione biologica, in cui l’adattamento alle mutate condizioni dell’ambiente è un mix di conservazione e di rinnovamento. Allo stesso modo, esercitare la leadership significa portare un gruppo a prendere coscienza delle perdite imposte dal cambiamento. Ad esempio, pensando alla propria quotidianità, in cuor proprio ciascuno sa che cosa ha veramente paura di perdere: per qualcuno potrebbe essere uno status socio-economico mentre per un altro, a livello meno concreto ma non meno importante, la serenità o la salute. Ciascuno di noi quindi, nel suo piccolo, può esercitarsi ad essere un leader o può scegliere quando esserlo. Occorre quindi Ripensare alla leadership perché questa è intesa come un esercizio, una pratica, e non come un tratto della personalità; Analizzare per mappare lo status quo, identificare i comportamenti di default e i gap tra realtà e aspirazioni; Pianificare interventi efficaci sul sistema per navigare scenari complessi con agilità; Mobilitare per coinvolgere gli stakeholder per superare la loro resistenza alle perdite imposte dal cambiamento. Un fattore cruciale è dato dalla presa di coscienza che il cambiamento è inevitabile, dinamico e a volte anche imprevedibile; è l’atteggiamento con il quale lo viviamo che determina il successo nell’affrontare queste sfide adattive, sfide ben più complesse dei “semplici” problemi di natura tecnica (e per i quali è necessaria una risposta tecnica, appunto, e non adattiva).

Diego Bossoletti

Procurement & Supply Chain – Boxmarche

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