Fortuna, audacia e paura

Audentes Fortuna iuvat

Tonino Dominici, Presidente Boxmarche, ci parla della fortuna ispirandosi alla più classica delle citazioni di Virgilio: "la fortuna aiuta gli audaci". Serve quindi un cambiamento di mentalità organizzativa, per crescere l'audacia e vincere la paura. Insomma, avanti tutta verso le nuove sfide del domani!

Fortuna, audacia e paura

Fortuna, audacia e paura

Articolo tratto da Next 67

Da sempre la “fortuna” è stata compagna di vita nella sua accezione positiva o negativa. Specialmente in periodi di crisi o quando la grandezza dei problemi è tale da non poterli risolvere, ricorrere alla fortuna è l’unico mezzo per sperare nel cambio di rotta e affidarsi alla “buona sorte”. È questo, un tipo di approccio irrazionale e frutto di un atteggiamento emotivo che evidenzia debolezza cognitiva, mancanza di coraggio, paura e quindi scarsa capacità di resilienza. Se poi una volta “consegnati” nelle mani della buona fortuna questa volta le spalle, allora ricadono addosso tutti i risvolti negativi di questa scelta quali la perdita di autostima, la creazione di alibi e la scomparsa della responsabilità ovvero “inabilità nel dare risposte” e incapacità di attivare azioni risolutive. Come cambiare tutto ciò, come fare in modo che anche affidandoci alla fortuna questa diventi “buona” e alleata per la costruzione della “felicità che ci guida e sorregge nelle scelte” (ctr. Laura Cavasassi, Ambivalenza della Fortuna) e propedeutica alla crescita di una responsabilità individuale e collettiva? Per la complessità delle situazioni contingenti che si stanno vivendo, le risposte non possono che essere complesse e articolate, ma riconducibili ad una sola linea guida: creare le condizioni in tutte le organizzazioni per sviluppare e far crescere l’audacia e vincere la paura.

Audentes Fortuna iuvat (Virgilio)

Il detto invita a essere volitivi e coraggiosi davanti a qualsiasi tipo di evento, anche il più terribile e imprevisto, poiché la sorte – il “fato” – è dalla parte di coloro che osano e sanno prendere gli opportuni rischi. Occorre coltivare e far fiorire persone responsabili che possano mettere in campo con il coraggio dei loro “cuori impavidi”, l’uso delle proprie capacità per mettersi in gioco e generare valore per sistemi più ampi ai quali si appartiene. Siamo consapevoli che oltre alla difficolta di risolvere i problemi, la paura inibisce anche i due pilastri dell’evoluzione umana, quali l’apprendimento e la collaborazione.

“Nessuna passione come la paura priva con tanta efficacia la mente di tutto il suo potere di agire e ragionare” (Edmond Burke, 1756)

Dobbiamo pertanto essere convinti che non possiamo più permettere che la paura abiti nelle nostre organizzazioni e che limiti i contributi e la felicità delle nostre persone. Qualunque sia il nostro ruolo siamo tutti dei knowledge workers poiché oggi l’evoluzione e la crescita dipendono dalle idee, dall’inventiva, dall’agilità e capacità di lavorare in team per risolvere problemi e assolvere incarichi sempre più fluidi. È necessario in un mondo complesso e incerto, in primo luogo, creare negli ambienti lavorativi un clima adeguato per favorire la condivisione delle conoscenze di ciascuno e sostenere la fiducia e il rispetto tra le persone. Mettere gli individui al centro con le loro preoccupazioni, sentimenti ed errori per renderli consapevoli delle loro capacità. Dare autonomia e padronanza, significa creare sicurezza psicologica nel gruppo per favorire responsabilità e coscienza del proprio ruolo. Da una ricerca sui fattori di successo di un team secondo Google, emerge, tra l’altro che, La caratteristica più importante, all’interno di un gruppo di lavoro, è la sicurezza psicologica, ovvero la percezione soggettiva che emerge quando i membri di un team si sentono liberi di assumersi dei rischi personali e non hanno timore di fare domande, esprimere dubbi, esporsi e mostrare la propria vulnerabilità. La sicurezza psicologica è la chiave per creare una vera e propria squadra. Quando all’interno del team ci si sente rispettati e liberi di mostrare le proprie emozioni e paure, i contributi di ognuno acquisiscono valore e lo scambio di idee diviene fluido e produttivo. Dove la percezione di sicurezza psicologica è maggiore, l’ambiente di squadra diventa ricco e stimolante e i membri del team si predispongono all’apertura verso nuove idee, senza inibizioni, senza timore del giudizio dei colleghi e senza aver paura di esprimere idee e pensieri contrari o non conformi a quelli del gruppo. Un altro aspetto da tenere in considerazione per favorire il cambiamento organizzativo e far si che la fortuna poi arrivi e aiuti gli audaci, è l’approccio positivo nella risoluzione dei problemi, metodo che si basa principalmente sull’appoggiarsi ai successi piuttosto che evidenziare gli insuccessi. Apprendere analizzando le cose che sono andate bene, le esperienze positive realizzate, lo studio di casi “fortunati” per risolvere gli errori fatti e progettare processi e procedure affidabili e sicure. Abbiamo tanto da lavorare e questo tutto sommato, ci aiuterà ad avere fortuna!

Tonino Dominici Presidente Boxmarche

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