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Accade in tempo di Covid-19

Per una nuova Cultura d'Impresa

Il Presidente Tonino Dominici parla di come Boxmarche sta affrontando l'emergenza, riflettendo anche su alcune buone pratiche aziendali messe in piedi in questo periodo complesso.

Accade in tempo di Covid-19

“Se vuoi costruire una nave non chiamare a raccolta gli uomini per procurare la legna e distribuire i compiti, ma insegna loro la nostalgia del mare ampio e infinito” Antoine de Saint-Exupery

Mercoledi 27 Maggio 2020

Nel precedente articolo vi ho raccontato di come, in questi mesi di emergenza Covid-19, io abbia monitorato ciò che stava accadendo nei più disparati settori, con particolare attenzione al comportamento degli imprenditori. Oggi, per fugare le sterili polemiche fra imprenditoria e politica che in queste ultime settimane sono apparse su diversi mezzi di comunicazione e informazione, e con l’intento di rasserenare gli animi e dare un contributo costruttivo al dibattito, ho deciso di portarvi degli esempi di azioni virtuose intraprese da alcuni imprenditori e uomini d’azienda in tempo di Covid-19. A partire dalle loro parole, perché le parole sono sempre importanti, e perché sono profondamente convinto che diffondere le testimonianze di buone pratiche contribuisca a migliorare il sistema e a diffondere una nuova cultura di impresa.

Quale impresa? Parlo delle migliaia di piccole e medie aziende a conduzione familiare, con una media di cinquanta collaboratori, impegnate nell’attività di subfornitura e supply chain, presenti nei settori più disparati, che vanno dalla meccanica, al legno, all’abbigliamento, al packaging stesso… Mi riferisco a uno dei tessuti produttivi più importanti del nostro Paese, distribuito per la maggior parte nel nord e centro Italia.

Racconto per conoscenza diretta: sono storie e comportamenti di imprenditori che “vivono”  l’azienda come una famiglia, che sono i primi ad arrivare e gli ultimi ad uscire dalla fabbrica e che la prima cosa che fanno al mattino è andare a parlare con i propri collaboratori, chiedendo loro come si sentono e come stanno i familiari.

Sì, sono proprio loro, artigiani e piccoli industriali, che con operosità e diligenza operosa, tutte le mattine si recano a bottega, in produzione – che i giapponesi chiamano “gemba”, ossia il luogo dove avvengono le cose, dove si crea valore – per ispirare, guidare, incoraggiare, sostenere le “proprie persone” e creare ricchezza e benessere.

 Sì, mi riferisco a quegli imprenditori che chiamano collaboratori e non dipendenti le proprie maestranze; che considerano le persone non un costo, ma un valore; quei piccoli “impresari” che forse non hanno un controllo di gestione strutturato ed efficiente, ma hanno cura, attenzione e rispetto per il benessere delle persone gente dell’azienda; e lo fanno con umiltà e senso di responsabilità, convinti come sono che “fare bene” non vuol dire solo fare bene i pezzi, ma anche e soprattutto stare bene in azienda (cit. Sandro Paradisi).

Sì, parlo di quegli imprenditori che oltre a dare autonomia e maestria – arte del fare – con lungimiranza e visione, indirizzano verso uno scopo sublime tutta l’organizzazione.

Sì, parlo di donne e uomini d’impresa che coniugano il verbo “essere”, piuttosto che “avere”, che seminano il seme della fiducia e del coraggio, che ispirano a realizzare sogni comuni.

So di molti amici imprenditori che fin dall’inizio della pandemia, con grande senso di responsabilità, hanno messo in campo risorse e personale per contrastare e contenere la diffusione del virus e contestualmente hanno provveduto a tenere sempre informati i propri collaboratori.

Ribadisco che ciò che sto per riportare l’ho ottenuto per conoscenza diretta: si tratta di alcune puntuali comunicazioni ed azioni concrete fatte da aziende che, in mancanza di indicazioni precise da parte delle autorità competenti, si sono attrezzate da sole, grazie a una rete di esperienze e buone pratiche spesso condivise. Non sono molte, ma le reputo davvero significative.

Scrive un imprenditore del Veneto:

“Guardiamo avanti uniti con fiducia e speranza.

Consapevole che la salute delle Persone per la nostra Azienda, è un valore che viene al primo posto, Vi invito a rispettare e a far rispettare le disposizioni e le regole di sicurezza che abbiamo pubblicato per arginare e combattere la diffusione del virus Covid-19 (Coronavirus). Vi informo inoltre che [..] è stato costituito un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole e disposizioni del protocollo stesso.

Invito perciò tutti a collaborare, a fare squadra uniti, a mantenere una formazione compatta come una lancia verso un obiettivo comune, la sconfitta del virus. Abbiamo bisogno di persone responsabili che lavorino sodo e lo facciano per il proprio fratello che sta accanto. Vi ricordo che il lavoro del Comitato, del gruppo dirigente e dell’Azienda risulterà vano se solo uno di noi non si impegnerà per andare verso la stessa direzione.

Sono sicuro che riusciremo tutti insieme a superare questo difficile momento e vi invito a guardare avanti con fiducia e ottimismo. Abbiamo tanti programmi, tanti bei progetti da portare avanti nel lavoro e nella vita; abbiamo soprattutto la voglia e il desiderio di riprenderci la nostra libertà di relazione, di stare insieme e godere dei piaceri della vita; al momento tutto questo è solo rimandato, teniamo lontano la paura per fare spazio alla speranza, presto arriverà il sereno”.

Contestualmente a questo messaggio venivano presi i primi provvedimenti di sanificazione dei posti di lavoro, riorganizzazione degli ambienti comuni e messa a disposizione dei dispositivi di protezione individuale.

Nelle note operative del CdA di un’altra piccola azienda, invece, leggiamo:

“[…] oltre alle attività e provvedimenti di cui sopra, per fronteggiare il Coronavirus e per mantenere aperta l’attività produttiva poiché essenziale, abbiamo deciso:

  • di rivedere il budget economico finanziario per l’anno in corso; 
  • di riconoscere una maggiorazione del 25% della retribuzione oraria sulle ore lavorate dal personale operativo produttivo, nel mese di marzo a titolo di premio (fiducia e serenità);
  • nel caso di ricorso alla cassa integrazione, di integrare e anticipare l’intero importo a carico dell’azienda
  • di ridurre il compenso al presidente del CdA del 20% con decorrenza marzo 2020 fino a nuova delibera (presumibilmente dicembre 2020);
  • di non effettuare dividendi utili sul bilancio 2019.”

E in ultimo – cosa che di solito non faccio ma che reputo importante in questa sede per metterci anch’io la faccia, come si dice – vi lascio la lettera che io stesso ho scritto ai miei collaboratori ai primi di maggio, in coincidenza con l’inizio della fase 2:

“Buongiorno, 

da oggi inizia la fase 2 dell’emergenza Covid-19, da oggi torniamo ad assaporare un po’ di libertà; anche se il distanziamento sarà inevitabile e assolutamente necessario, torneremo a guardarci negli occhi, ad osservarci, ascoltarci e parlarci. Da oggi inizia un nuovo modo di stare insieme, da oggi saremo più distanti fisicamente, ma più vicini emotivamente. 

Vorrei innanzitutto ringraziarvi per l’impegno e il senso di responsabilità dimostrati che hanno permesso all’Azienda di continuare a lavorare, a non interrompere la produzione e poter servire i clienti, che sono la linfa vitale per ogni Impresa.

Vi ringrazio soprattutto perché avete vinto la paura e fatto spazio alla speranza, avete scelto l’amore verso gli altri, anziché l’angoscia dell’egoismo, avete acceso la luce per vincere il buio.

Tutti dicono che nulla sarà come prima, noi vogliamo che tutto sia meglio di prima. Abbiamo davanti a noi grandi opportunità di crescita dal punto di vista umano, sociale e di lavoro. Questa singolare e unica esperienza ci ha insegnato e confermato che i valori dell’umiltà, dell’attenzione e del rispetto sono caratteristiche fondamentali e imprescindibili per il bene della nostra Azienda, ma soprattutto per il benessere delle nostre persone. 

L’umiltà fa stare con i piedi per terra tutti noi, alimenta la voglia di conoscenza e di creatività, crea rispetto e attenzione, incoraggia la curiosità e concentrazione, genera legami solidali che ci sostengono nel cuore delle sfide. 

Questo periodo così burrascoso e dirompente ha evidenziato quanto sia importante per il nostro futuro puntare sulla dignità e sul coraggio delle persone, la “tecnologia di cui siamo più fieri”. Si apre per tutti noi un mondo nuovo pieno di insidie e ricco di opportunità,  certamente più complesso, che richiede capacità e convinzioni nuove, proprie di persone che evolvono verso una maggiore autonomia e padronanza.

È il momento di dare uno scopo sublime alla nostra esistenza, di dare un senso più alto e più largo al nostro impegno quotidiano. Dobbiamo “allargare la vita”, il nostro raggio di azione, essere convinti di andare avanti insieme per costruire un mondo più umano e sostenibile.

Oggi inizia davvero una nuova fase, l’azienda da soggetto economico può e deve diventare il caposaldo di una nuova organizzazione sociale, il punto di riferimento, al di là della famiglia, cui rivolgersi in caso di bisogno o semplicemente per ritrovare il senso di comunità e di appartenenza. Parliamo dell’azienda che mette la salute e il benessere dei collaboratori al primo posto, che si preoccupa di intervenire e tutelare tutti e soprattutto i deboli e le situazioni più sfortunate, che sostiene i propri clienti e fornitori e che ha scelto di essere nel territorio e di condividere la propria “vocazione” con altri imprenditori.

Così come avete dimostrato di saper affrontare con la forza della resilienza le difficoltà passate, sono certo che, con uguale vitalità e determinazione sarete Voi i portatori sani del “virus di umanità” in questa nostra azienda, gli artefici della “fabbrica comune” dalle ampie visioni e dagli ampi orizzonti.”

Spero che queste semplici testimonianze di fatti concreti aiutino a creare e diffondere una nuova cultura imprenditoriale e sociale che parta da una forte assunzione di responsabilità, o semplicemente che servano a far emergere un modo di fare impresa che esiste già nel nostro Paese, checché se ne dica.

Se conoscete altre storie vi invito a segnalarmele, perché possano contribuire, come vi dicevo, a migliorare il sistema e a costruire un mondo migliore.

Andiamo avanti insieme, stiamo vicini. Sursum corda.

Tonino Dominici

President & CEO Box Marche S.p.A.

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